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Quali retoriche e forme di odio ci sono nell'associazione ebrei e coronavirus?

Erica Forzinetti – forzinetti.erica@gmail.com

Marco L. Della Vedova – marco.dellavedova@gmail.com


Per rispondere alla domanda «Quali retoriche e forme di odio ci sono nell'associazione ebrei e coronavirus?», i tweet che sono stati analizzati sono stati scaricati da Twitter con la query "(covid OR coronavirus OR epidemia OR pandemia) AND (ebrei OR soros OR israele OR sionista)” quindi contengono una delle parole del primo gruppo e contemporaneamente una delle parole del secondo. I post analizzati sono stati tutti pubblicati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2020. L’analisi è stata fatta su 900 tweet scelti casualmente tra tutti quelli scaricati e classificati manualmente da due annotatori esperti di antisemitismo. Come è possibile vedere dal grafico seguente, il numero di tweet è decrescente nei mesi presi in considerazione (487 tweet pubblicati nel mese di marzo, 303 nel mese di aprile e 110 nel mese di maggio). Lo stesso andamento ce l’hanno anche i tweet che sono stati classificati come contenuti di odio dagli annotatori e rappresentati in rosso nell’istogramma (66 nel mese di marzo, 56 nel mese di aprile e 25 nel mese di maggio)

Dopo aver stabilito che un tweet contenesse odio, gli annotatori hanno associato al tweet la retorica e la forma di antisemitismo propria del testo. Le analisi seguenti sono quindi state fatte sui 147 post che sono stati classificati come contenuti di odio. I tweet sono stati classificati con una delle seguenti retoriche: insulti, derisione/ironia, esclusione/separazione, pregiudizio, disumanizzazione, umiliazione/disprezzo, paura, concorrenza, incitamento/violenza. Tra le forme antisemite la scelta è stata tra: odio contro gli ebrei in quanto tali (incitare, sostenere o giustificare l‘uccisione degli ebrei o danni contro gli ebrei in nome di un’ideologia radicale o di estremismo religioso), antigiudaismo (accusare gli ebrei di deicidio, di compiere omicidi rituali, di idolatria, di attaccare il cristianesimo), neonazismo e neofascismo e negazionismo della Shoah (considerare gli ebrei come una “razza” inferiore, demonizzandoli e disumanizzandoli, esaltare i simboli del nazismo e del fascismo e denigrarne le vittime, negazionismo o revisionismo dell’Olocausto), antisionismo/odio verso lo stato di Israele (diffamare e incitare a distruzione, negare a Israele il diritto all’autodeterminazione), potere ebraico sulla finanza (accusare gli ebrei come singoli o collettività di avere il controllo della finanza mondiale, dei media, delle banche, dell’economia, del governo o di altre istituzioni).

La tecnica del wordcloud è una rappresentazione visiva di parole che vengono usate all’interno di un testo. Più grande è il carattere utilizzato, maggiore è la frequenza della parola. Nell’immagine sono rappresentate le wordcloud dei tweet classificabili come contenuti di odio, divisi per retorica. Come si può vedere, i box di «pregiudizio», «concorrenza» e «insulti» contengono un maggior numero di parole poiché, come visto precedentemente, la quantità di tweet appartenenti a queste categorie è maggiore.

Nell’immagine sotto, invece, sono rappresentate le wordcloud dei tweet classificabili come contenuti di odio, divisi per forma di antisemitismo. Come si può vedere, i box di «potere finanziario» e «antisionismo» contengono un maggior numero di parole poiché, come visto precedentemente, la quantità di tweet appartenenti a queste categorie è maggiore.


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