AZIONI FORMATIVE

un ripensamento generale a livello della frammentazione, velocità e capacità di attenzione indotte dalle tecnologie mobili

La prevenzione e il contrasto del linguaggio ostile restano prioritariamente un tema culturale e educativo, ed è su questo piano che occorre agire. Intorno al contrasto all’hate speech occorre creare un ampio consenso a livello politico, culturale, editoriale, formativo.

Importanti, nella prima fase della diffusione dell’odio online sono state le iniziative per rendere coscienti le persone della pericolosità e dannosità dei messaggi aggressivi. Soprattutto nel caso degli adolescenti, infatti, non sempre si ha coscienza delle possibili conseguenze di parole, immagini, attacchi espressi superficialmente “a distanza” senza poter vederne gli effetti sulle vittime.

Oggi, il compito fondamentale di sensibilizzazione sui pericoli dell’odio online non può limitarsi ad avvertire dei pericoli, ma deve tendere alla formazione di un pensiero critico avvertito, capace di navigare tra le insidie delle false informazioni, delle calunnie, dei complottismi. Il senso critico, anziché sospettare sistematicamente di tutto ciò che proviene da un’istituzione, deve far comprendere i concetti, confrontarli, sviluppare una riflessività, mettendo in questione premesse e conseguenze dei ragionamenti e affrontando dialetticamente le contraddizioni.

Ci siamo posti in questo senso l’obiettivo di formare attivisti che diffondano una contro narrazione rispetto a quella di chi stimola solo le funzioni più primitive del pensiero (difesa, paura, rabbia, vendetta) (Pasta, 2018). Dal punto di vista dell’educazione, soprattutto scolastica, abbiamo avviato un ripensamento generale a livello della frammentazione, velocità e capacità di attenzione indotte dalle tecnologie mobili, per promuovere, piuttosto, una riflessività che faciliti la valutazione morale (Santerini, 2011).

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